estrazione e depossessione
sono i due metodi tradizionalmente più ‘cruenti’ della tradizione sciamanica. In ambedue i casi, si tratta di guarire perdite di potere talmente importanti da aver lasciato spazio a qualcosa d’ altro.
L’ estrazione identifica il caso di malattia; lo sciamano si avvale dell’ aiuto dei suoi Spirit Aiutanti e in maniera differente a seconda delle tradizioni e sempre seguendo le istruzioni dei suoi Spiriti, attraverso un ‘ osso vuoto’ succhia via l’ energia inappropriata che causa la malattia e riempie e sigilla la cavità che si è formata con il potere che gli viene suggerito, di solito un nuovo Animale di Potere. Non lascia in giro l’ energia – lo Spirito – della malattia, ma la colloca nell’ Universo in maniera rituale.
La depossessione funziona nello stesso modo: si tratta di convincere amorevolmente lo Spirito intruso a entrare in un altro corpo o di elevarsi trovando la via della risalita. Anche qui, nella tradizione occorre poi rinforzare il richiedente con l’ energia più adatta per lui, anche in questo caso un Animale di Potere o un nuovo Spirito Alleato.
In tutti e due i casi, il ‘villaggio’ è utile per seguire il decorso del problema e per radicare la consapevolezza dell’ avvenuta guarigione. Negli Stati Uniti, dove hanno un grave problema di reduci traumatizzati dalla guerra, parecchi miei colleghi lavorano in tandem con gli psicologi, i quali preparano al recupero dell’ anima e una volta recuperata, seguono il lungo decorso del riassorbimento. Nelle società tribali questo compito veniva assicurato dal ‘villaggio’ che dava il sostegno e la solidarietà per guarire.