la storia di Pluto e di Jubac in Val d’ Ayas
Questa è una storia di cani da valanga che si snoda in un certo numero di anni. In Val d’ Ayas ho due amici esperti di montagna: la Guida Alpina Mauro Coutts e Marzia Mosca, Guida Naturalistica. Il loro cane alfa, Pluto, era appena ‘entrato in pensione’ e da qualche tempo non riusciva più a alzarsi. Il veterinario aveva consigliato l’ abbattimento. Mauro aveva deciso di tenere il cane in casa – i cani da valanga vivono in una casetta a parte, – e Pluto guaiva tutta la notte. Marzia mi ha chiesto di fare un accompagnamento alla morte. Il cane non riuscito a alzarsi e aveva defecato sul pavimento, ne era profondamente umiliato. Per salutarmi ha mosso vagamente le orecchie. Mi sono avvicinata e gli ho messo la mano sul collo, in una lenta carezza di commiato. Ma Pluto mi ha detto: ‘ Vogliono abbattermi, ma posso vivere ancora. Aiutami’. Così ho tirato fuori il mio rattle, chiamato il mio Spirito di Guarigione e ho chiesto aiuto. E’ una situazione che mi piace moltissimo e mi ci trovo continuamente, ma non ho mai provato tanta emozione come con Pluto. Ha detto: ‘ Sono un lupo e so che se non riesco a alzarmi, morirò. Sono triste e rimpiango le giornate di sole sul ghiacciaio accanto a Mauro, con la pettorina, a fare il mio lavoro in una lunga fila di cani e conduttori. Sogno solo di tornare sul ghiacciaio con lui. La notte, piango perché vorrei farlo ancora. ‘ Tutta la stanza era piena dell’ amore che provava per Mauro, per la montagna, per il compito a cui era stato addestrato. Era così forte che mi sono messa a piangere anche io.
Nel frattempo il mio Spirito di Guarigione gli estraeva un groppo aggrovigliato e schifoso dalla schiena e lo ha curato a lungo. Pluto mi ha ringraziato alzando la testa e battendo la coda. All’ alba, nel dormiveglia, ho ricevuto un ‘selfie’ da Pluto in cui saltava una staccionata come Rin Tin Tin, l’ eroe a 4 zampe di una serie tv in bianco e nero, di quando ero bambina.
E dai, non esageriamo, non puoi saltare così, invece il cane aveva ripreso a camminare e a fare la vita normale. Ai primi d’ autunno, Pluto stava di nuovo male e Mauro – da un altro veterinario, – si chiedeva se farlo operare. C’era un’ ernia enorme sulla spina dorsale, 50% di probabilità che non riuscisse a superare l’ intervento. Nel caso, avrebbe dovuto sottoporsi a una lunghissima riabilitazione. Entro rapidamente in una realtà parallela e trovo Pluto al bancone del bar con il mio Spirito di Guarigione. Scena tipo San Bitter. E’ sereno. ‘Certo che mi devono togliere il sasso, te l’ ho già detto. Voglio andare in montagna.’ Nel frattempo Mauro ha già dato il via all’ operazione. Pluto si ristabilisce in tre giorni, l’ ernia viene mandata a esaminare per quanto è grossa e il veterinario dice che, inaspettatamente, il cane può tornare a casa, la riabilitazione non è necessaria.
Tempo dopo, Marzia mi chiama per Jubac, un altro pastore tedesco molto più giovane, non dominante e affettuoso. Entro in casa sua e il cane mi guarda e mi dice ‘ Non se ne parla, non voglio esser curato. Ho già deciso ‘.
Ho imparato. Ogni volta che mi chiamano per gli animali avverto che i ‘pazienti’ devono darmi il permesso di essere curati. E’ come per gli esseri umani: non si può curare nessuno, se non te l’ ha chiesto.
Il Cervino dalla finestra
La piramide di energia sulla mia valle
Marzia Delfina e Jubac
Passeggiata di trekking Yoga in VAl d’ Ayas